Perché?
Perché domani sarò sul fondo di una grotta o sulla cima di una montagna? Per quello che è questa sera: troppe cose ovvie, rapporti scivolosi, troppo lubrificati. Esci come entri, quasi come senza aver penetrato. “I need you to believe in something”. Perché agli estremi (come alla cima o alla valle di un monte) è meglio? Non so, l’esser lì, l’esserci arrivati, il percorso e la meta segnano il tuo stato d’animo. Cerco la quiete, ma essa è ancora lontana.
[lo sforzo che ti ha portato lì conferisce profondità all'ascesa (o alla discesa) e alla meta]
La nostra società è sempre più il simbolo di quel che siamo noi, animali in giro per la giungla. Una giungla a cui non sappiamo di appartenere ma che sentiamo più vicina ogni volta che andiamo in discoteca, ogni volta che beviamo, ogni volta che fumiamo. Alla ricerca di qualcosa che probabilmente, forse, siamo stati un tempo. E se così è, perché ce ne siamo allontanati? e anche se fosse, perché abbiamo continuato ad allontanarci da essa?
Tralasciando tutto questo, se sappiamo che solo l’unione di tutti noi puo creare un qualcosa di onniscente, almeno dal punto di vista umano, sappiamo anche che la figura dell’eremita non ha fine, in quanto nessuno potrà mai essere l’unione di un insieme così mutevole di personalità e di pensieri; di modi di vedere le cose.
[weltanshaung]


